Un passo me ne vado
per sempre
un passo grande un passo così importante
Due passi senza guardarti
due passi avanti
due passi per dimenticarti
Tre passi verso le stelle
fino a toccarle
tre passi per avvicinarle
Quando tornerai
No che non tornerò
Quando tornerai
Lontano da qui sarò
Quando tornerai
Un giorno forse mai
Quando tornerai
Ho fatto un passo ormai
Quando tornerai
Così lontani sai
Quando tornerai
Un giorno forse mai
Quattro passi voglio ricordarti
rivedo i nostri sguardi
quattro passi forse è già tardi
Cinque passi senza cadere
continuo a camminare
cinque passi per perdonare
Mille passi senza voltarmi
non voglio più contarli
mille passi per guardare avanti
Quando tornerai
No che non tornerò
Quando tornerai
Lontano da qui sarò
Quando tornerai
Un giorno forse mai
Quando tornerai
Un passo via da noi
Quando tornerai
Siamo lontani ormai
Quando tornerai
Un giorno forse mai
Quando tornerai
No che non tornerò
Quando tornerai
Lontano da qui sarò
Quando tornerai
Un giorno forse mai
Quando tornerai
Un passo via da noi
Quando tornerai
Siamo lontani ormai
Quando tornerai
Un giorno forse mai
Un giorno forse mai
Forse mai.
La gola soddisfatta e nella stanza il cielo
Questo blog nasce dal desiderio di condividere con altri quella che più che passione definirei fede per la cucina. Credo infatti che la cucina abbia le stesse fondamenta dell'amore e della religione: la fedeltà ( anche intesa come fede) e la pazienza, la ritualità e il credo. So per certo che insieme a questioni culinarie infilerò anche un po' di me, come dire... in tutte le salse!
martedì 4 giugno 2013
lunedì 3 giugno 2013
E' un sogno la vita che par sì gradita
Ho sostato troppo a lungo sull'uscio di casa senza mai compiere passo. Oggi allungare questo mio piede ha sapore di ruggine. Con la lingua affilata dovrò scrostare i peccati detti, quelli inciampati. E con un sorriso impeccabile, addenterò ancora, senza dolore ai denti!
martedì 10 aprile 2012
Cassate siciliane di Marlon Brando e Topolino
Ingredienti per la pasta reale:
500 grammi di ricotta di pecora freschissima
300 grammi di zucchero
50 grammi di zuccata tagliata a piccoli cubetti
50 grammi di cioccolato fondente a gocce
Semi di una bacca di vaniglia
300 grammi di zucchero
50 grammi di zuccata tagliata a piccoli cubetti
50 grammi di cioccolato fondente a gocce
Semi di una bacca di vaniglia
200 grammi farina di mandorle200 grammi di zucchero semolato
50 grammi di acqua
Colorante verde per alimenti
Procedimento:
Sciogliere lo zucchero nell’acqua a fiamma bassa sempre mescolando. Non appena lo zucchero comincia a filare unire la farina di mandorle e il colorante. Mescolare bene e versarlo su di un piano di marmo inumidito. Lasciare raffreddare e lavorarla finché non si ottiene un impasto morbido e liscio.
Spianare con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello stesso spessore di circa 7 – 8 mm, che taglieremo in tanti rettangoli lunghi quanto il bordo della stampo.
Spianare con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello stesso spessore di circa 7 – 8 mm, che taglieremo in tanti rettangoli lunghi quanto il bordo della stampo.
Ingredienti per la crema di ricotta:
Procedimento:
Se la ricotta è molto umida, come dovrebbe essere, farla sgocciolare in modo da eliminare la maggio parte di siero. Amalgamare bene la ricotta con lo zucchero e i semi della bacca di vaniglia. Lasciare riposare per un’ora e quindi setacciarla. Completare con l’aggiunta della zuccata e del cioccolato.
Ingredienti per completare la cassata:
½ bicchiere di rum
Zucchero q.b.
Acqua q.b.
Frutta candita per decorare: zuccata, capello d’angelo, ciliegie, arance, pere, mandarini q.b.
Zucchero q.b.
Acqua q.b.
Frutta candita per decorare: zuccata, capello d’angelo, ciliegie, arance, pere, mandarini q.b.
Dividere il pan di spagna in tre dischi e posizionarne uno nel fondo della teglia (che dovrebbe essere tonda con i bordi a svasare). Sciogliere lo zucchero nell’acqua, aromatizzarlo con il rum e bagnare il pan di Spagna con questo sciroppo.
Ricavare, da un altro disco di pan di Spagna, dei rettangoli uguali a quelli preparati con la pasta reale, quindi posizionarli sul bordo della teglia alternando pan di Spagna e pasta reale.
Versare la crema di ricotta nello stampo. Quindi ricoprire il tutto con il rimanente pan di Spagna e lasciarla riposare per circa un’ora. Passato questo tempo, capovolgere la cassata su di una guantiera rotonda per dolci e prepariamo la glassa di zucchero. Sciogliere a fuoco basso 150 grammi di zucchero a velo con un mestolino d’acqua finché non diventi filante e trasparente, quindi versare la glassa ancora calda sulla cassata, spalmare bene anche sui bordi, aiutandovi con una spatola, in modo da ricoprirla tutta e lasciare raffreddare. Infine arricchire disponendo artisticamente la frutta candita
Ricavare, da un altro disco di pan di Spagna, dei rettangoli uguali a quelli preparati con la pasta reale, quindi posizionarli sul bordo della teglia alternando pan di Spagna e pasta reale.
Versare la crema di ricotta nello stampo. Quindi ricoprire il tutto con il rimanente pan di Spagna e lasciarla riposare per circa un’ora. Passato questo tempo, capovolgere la cassata su di una guantiera rotonda per dolci e prepariamo la glassa di zucchero. Sciogliere a fuoco basso 150 grammi di zucchero a velo con un mestolino d’acqua finché non diventi filante e trasparente, quindi versare la glassa ancora calda sulla cassata, spalmare bene anche sui bordi, aiutandovi con una spatola, in modo da ricoprirla tutta e lasciare raffreddare. Infine arricchire disponendo artisticamente la frutta candita
Per il Pan di Spagna:
Ingredienti:
150 grammi farina 00
175 grammi di zucchero semolato fine
250 grammi di uova a temperatura ambiente (circa 5)
50 grammi fecola di patate
1 bacca di vaniglia
175 grammi di zucchero semolato fine
250 grammi di uova a temperatura ambiente (circa 5)
50 grammi fecola di patate
1 bacca di vaniglia
:
Mettere sul fuoco un tegamino con le uova e lo zucchero, mescolare con una forchetta e portare ad una temperatura di circa quaranta gradi. Passarli quindi nella planetaria e montare con l’attrezzo a frusta. Aggiungere le bacche di vaniglia e fare lavorare finché il composto diviene chiaro e denso. (Immergendo la frusta nel composto e sollevandola le uova montate devono “scrivere”, ovvero il composto che si deposita in superficie deve rimanere in rilievo per qualche istante). A questo punto unire la farina e la fecola setacciati, poco per volta, mescolando dolcemente il composto, con una spatola e con movimenti dal basso verso l’alto. Versare il composto così ottenuto in una teglia imburrata e infarinata e mettere in forno preriscaldato a 190° per circa 15-20 minuti (non aprire il forno prima del tempo indicato). Quando il pan di spagna sarà ben dorato infilzarvi uno stuzzicadenti e, se sarà ben asciutto, toglierlo dal forno. Farlo intiepidire, sformarlo e metterlo a raffreddare definitivamente su di una griglia.
domenica 11 marzo 2012
Torta al cioccolato DD
Scegliersi ogni giorno: proposito numero 1
Ingredienti:
100g di farina
1\2 bustina di lievito chimico in polvere
3 cucchiai di cacao amaro in polvere
100g di burro ammorbidito
100 g di zucchero
2 uova
1\2 cucchiaino di estratto di vaniglia liquido
1-2 cucchiai di latte
Per la glassa al cioccolato:
50g di zucchero
50 ml (o più) di latte condensato
75g di cioccolato (scuro ) fondente o al latte
25g di burro
1\2 cucchiaino di estretto di vaniglia liquido
Preparazione:
Inserite tutti gli ingredienti dentro il vostro robot da cucina, o in una terrina per lavorarli con una frusta. Lavorate alla minima potenza fino ad ottenere un composto che si stacch con facilità dal cucchiaio. Imburrate e infarinate gli stampi che intendete utilizzare quindi riempite per metà col composto (se ve ne avanza utilizzate per fare dei cupcake) quindi infornate per 15 minuti circa a 180°. Quando sarà pronta lasciate raffreddare prima di sformare e decorare. Per fare la glassa: Sciogliere a fuoco medio zucchero e latte condensato, quindi aggiungete il cioccolato a piccoli pezzi fino na farlo fondere, incorporate burro e estratto di vaniglia, poi mescolate fino a rendere la glassa liscia e lucida. mettere in una terrina, coprire con pellicola trasparente e aspettare che si freddi.
Solo quando sia torta che glassa saranno fredde potrete fare la copertura. Coprire con la glassa sarà divertente, Servitevi di una spatola passata sotto l'acqua e delle vostre mani.. come si fa con l'amore.
Dico che il proposito numero 1 prevede la pazienza di una decorazione.
Mou
Ci sono innumerevoli varianti alle ricette base, così come ci sono innumerevoli trucchi in magia. Semplicemente spesso la fine giustifica i mezzi.
Oggi vi propongo la ricetta personalizzata di qualcosa che potrà avere mille impieghi, come farcitura, come decorazione o da accompagnamento per dolci.
Ingredienti:
Zucchero
Acqua
Panna liquida per dolci
Latte condensato
Succo di 1\2 limone
Procedimento:
Mettete in una padella dai bordi alti un pò d'acqua e il succo di limone, aggiungete poi lo zucchero finchè questa non sarà satura quindi a fuoco lento fate caramellare. Vi ci vorranno una quindicina di minuti, appena vedrete che questo sciroppo imbiondisce scostate dal fuoco e versate un pò di panna liquida che avrete intiepidito a fuoco bassissimo, quindi mescolate. Aggiungete adesso il latte condensato (io ho versato un intero vasetto di latta su più o meno 300 grammi di zucchero) mescolate con un cucchiaio di legno finchè il colore non sarà uniforme e senza strisce bianche. Lo zucchero permette una buona conservazione ma la panna tente ad inacidire quindi conservate per non più di 10 giorni.
Oggi vi propongo la ricetta personalizzata di qualcosa che potrà avere mille impieghi, come farcitura, come decorazione o da accompagnamento per dolci.
Ingredienti:
Zucchero
Acqua
Panna liquida per dolci
Latte condensato
Succo di 1\2 limone
Procedimento:
Mettete in una padella dai bordi alti un pò d'acqua e il succo di limone, aggiungete poi lo zucchero finchè questa non sarà satura quindi a fuoco lento fate caramellare. Vi ci vorranno una quindicina di minuti, appena vedrete che questo sciroppo imbiondisce scostate dal fuoco e versate un pò di panna liquida che avrete intiepidito a fuoco bassissimo, quindi mescolate. Aggiungete adesso il latte condensato (io ho versato un intero vasetto di latta su più o meno 300 grammi di zucchero) mescolate con un cucchiaio di legno finchè il colore non sarà uniforme e senza strisce bianche. Lo zucchero permette una buona conservazione ma la panna tente ad inacidire quindi conservate per non più di 10 giorni.
lunedì 27 febbraio 2012
Marlon Brando
Luci perfette, l’aria ferma, silenzio magico. Un quaderno fiorato, dentro in bella grafia la sua vita. Ha sottolineato
un nome,appare fuggitivo, come se volesse scivolare dalle righe; le pagine
hanno l’odore acre del tempo e quella frase è stata scritta dopo un loro
incontro chissà quanti secoli fa..
“Voglio essere la
sola che guardi con questi occhi qua!”.
Lei è così, esige, pretende. Sembra un pasticcere attento,
sette grammi.. dodici. Pesa, misura l’amore come un erborista. Le sue mensole sono piene di barattoli, il
cucchiaio alla mano, è attenta. La misura dell’amore si dice sia la perdizione. Chissà perché. Perché
agogniamo al vertice, ci piace stare in cima, forse perché dall’alto ci si sente
meno soli. Più vicini a Dio? Vogliamo che l’amore ci appartenga, vogliamo
essere gli unici, cerchiamo la rarità. E lei è così, desidera essere la sola,
lei, l’unica. Vuole che le stelle si compongano per fare da mosaico al suo
letto, vuole linee precise per il suo capezzale, vuole che brillino per lei
senza sentirsi stanche mai. Ha l’orologio in mano, pretende puntualità, ha
scandito lei la durata di ogni giro di lancia. Vogliamo fiori per le ricorrenze
vogliamo date che fungano da staccionata al nostro giardino. Diamo nomi
difficili ai nostri piatti perché siano attraenti, blanc manger lo chiamiamo, ci piace il suono dolce, ci piace mangiarlo con la testa prima ancora
che con la bocca. Ci perdiamo nei particolari, nelle tonalità delle parole, ci
perdiamo nel luccichio del piatto da portata. Ci perdiamo.. E’ il nostro modo
di combattere le cellule che stanno morendo? Vogliamo emozioni violente, che ci
distruggano, che ci confondano, per sentirci vivi, di più. Accostiamo colori,
su sfondi neutri, accostiamo un po’ d’anima sull’anima altrui. E continuiamo ad
aprire barattoli, a pesare foglie su piatti d’argento, stiamo attenti ai
grammi. Vogliamo la corrispondenza, e se i grammi non tornano storciamo il
naso. Ci feriamo con limette di vetro. Cerchiamo ricette perfette, vogliamo
assicurato che ciambelle riescano, col buco. Non ammettiamo errori. Non
ammettiamo di essere noi, la mano che ci tiene la testa sott’acqua. Eppure,
eppure il più delle volte quella mano è la nostra. Siamo no che bruciamo i
biscotti nel forno, siamo noi che non prestiamo attenzione alle lievitazioni.
Siamo noi, i peggiori carnefici. Vorrei che fosse diverso, per me, per voi..
vorrei che i biscotti messi in dispensa non ci stancassero mai. Ambiziosi
pasticceri, aggiungiamo piani alle nostre torte, vogliamo che arrivino al
cielo. Leggo accenni di vita sul quaderno fiorato, vorrei che ciascun nome
avesse giustizia, avesse il suo giorno migliore. Dovremmo spegnere la bilancia,
il cassetto saprà custodirla, lasciamo alle sarte le misure, le pazienti sarte.
Marlon Brando vuole provarci, non ama le regola che non ha stabilito lui
stesso, eppure ci prova. Sta al gioco, si arrabbierà se l’amore lo tradirà,
storcerà il naso se le ciambelle non saranno dolci abbastanza. Marlon apre la
scatola, comincia a riempirla. E’ nella sua natura essere com'è, glassarsi,
pretende mani che avvolgano, bocca che conosca solo il suo sapore, Marlon
Brando, è solo lui.
lunedì 20 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
Mi piace chiamarli intingoli
La mamma di Marlon è la migliore tra le cuoche perchè è la migliore tra le madri.
Quando è silenziosa in cucina, ma ha il nasino all'insù sta facendo qualche strana magia.
Patè di pomodori secchi - Mi piace chiamarli intingoli!
Prendete dei pomodori secchi.. (fateli voi stesse, ricordatevi che saranno sempre più buoni di quelli di qualcun altro!) infilateli senza troppa attenzione nel vostro Bimby ( o un qualsiasi rispettabile robot da cucina), aggiungete qualche alice (o qualche acciuga se avete quelle!) qualche cappero (io non li amo moltissimo) una foglia di basilico o di menta, un po' di olio d'oliva.. Non badate a formule precise, usate gli occhi, che quando le stelle sono favorevoli sono le migliori bilance.. Tritate tutto alla minima potenza.. quindi assaggiate, col dito che più vi fa simpatia!
Tostate del pane che avete a casa, il pane di qualche giorno prima è perfetto!! Tagliatelo a fette, a listarelle o a quadrotti. Mettetelo in una piastra e fatelo crostare, o se preferite anche in forno stesso. O se non badate alla linea fatelo saltare con salvia e olio in padella, poi fategli conoscere un po' del vostro patè, si piaceranno e vorranno conoscersi ancora.
Travasate in un vasetto di vetro, si conserva per una decina di giorni o più..
Quando è silenziosa in cucina, ma ha il nasino all'insù sta facendo qualche strana magia.
Patè di pomodori secchi - Mi piace chiamarli intingoli!
Prendete dei pomodori secchi.. (fateli voi stesse, ricordatevi che saranno sempre più buoni di quelli di qualcun altro!) infilateli senza troppa attenzione nel vostro Bimby ( o un qualsiasi rispettabile robot da cucina), aggiungete qualche alice (o qualche acciuga se avete quelle!) qualche cappero (io non li amo moltissimo) una foglia di basilico o di menta, un po' di olio d'oliva.. Non badate a formule precise, usate gli occhi, che quando le stelle sono favorevoli sono le migliori bilance.. Tritate tutto alla minima potenza.. quindi assaggiate, col dito che più vi fa simpatia!
Tostate del pane che avete a casa, il pane di qualche giorno prima è perfetto!! Tagliatelo a fette, a listarelle o a quadrotti. Mettetelo in una piastra e fatelo crostare, o se preferite anche in forno stesso. O se non badate alla linea fatelo saltare con salvia e olio in padella, poi fategli conoscere un po' del vostro patè, si piaceranno e vorranno conoscersi ancora.
Travasate in un vasetto di vetro, si conserva per una decina di giorni o più..
Carciofini sott'olio
Il vetro è l'incarnazione della bipolarità! Si alterna infatti a tanta nitida chiarezza e lealtà una distorsione fantomatica. Tutto è falsato, liscio; non ci sono sbavature. E' un sogno.
E cosa più di un sogno che ha sapore fa venir voglia di sognare ancora? ..Lontano dalle realtà così crudeli e dolenti della nostra coscienza?
Oggi vi offro una delle ricette che includerei nella sezione "Conserve". E' la sezione che più mi piace, mette a dura prova la nostra pazienza, ci pone la bellezza così intatta e poi ci impone l'attesa. Come l'amore infondo. Quello Vero.
Trovo che i carciofini sott'olio siano adorabili, così piccoli nelle loro fattezze eppure con un gusto pari a quello di un carciofo grande, mi ricordano che non sono le dimensioni che contano, che l'abito in certi casi decisamente non fa il monaco!
Pulite i carciofini, man mano che procedete all'operazione di pulizia immergeteli in una bacinella piena d'acqua e di limoni tagliati a spicchi affinché i carciofi non ossidino. L'operazione sarà lunga, vi accorgerete alla fine che quella che credevate una montagna di carciofi si ridurrà a poche quantità! Ma ricordate ciò che sempre vi dico, non permettete alla delusione di rovinarvi il gioco, vincetela con tutto l'appetito degli occhi e del cuore!
Quindi mettete a bollire 113 di aceto su 2\3 di acqua, aggiungendo qualche grano di pepe. Quando l'acqua bolle immergete i carciofini. Non stabilisco tempi scritti su quanto i carciofi debbano restare in acqua, questo dipende dal gusto personale. Ciò che cambia è il grado di durezza, a me non piacciono molli, né sfatti, quindi li tengo davvero poco, assaggiando per rendermi conto. Stabilito il grado di cottura scolateli e poneteli su un panno per 24 ore, in un luogo asciutto.
Adesso la fase della conserva. Munitevi di barattoli di vetro puliti e asciutti. Assicuratevi che non abbiano un cattivo odore ( se siete soliti come me utilizzarli per mille cose diverse ogni volta) quindi cominciate a infilare i carciofini, con molta attenzione che non siano schiacciati volgarmente! Quindi mettete una foglia di alloro e qualche grano di pepe, io non metto cumino (lo detesto pertanto è bandito, ma riconosco che per chi lo apprezza è un ottimo connubio!). Finita questa operazione coprite di olio di semi il vasetto, attendendo che tutti gli interstizi siano ben coperti. Chiudete il barattolo e conservatelo in un luogo fresco e asciutto, dove possiate guardarlo e saziarvi con gli occhi... l'attesa vi renderà giustizia! Mi raccomando non apriteli prima di un mese come sono solita fare io quando la passione mi prende e mi fa cedere, siate pazienti, lo dico sempre, pensate a quando fate all'amore.
Crostate alla marmellata biologica (Le marmellate di Marlon)
Ingredienti:
500g di farina “00”
250g di burro
250 di zucchero
1 scorza grattugiata di limone (o essenza di limone)
3 uova (2 tuorli 1 intero)
Preparazione:
Impastare tutti gli ingredienti fino a formare un composto
morbido, quindi riporre in frigorifero da 15 minuti a 30, stendere su una
teglia antiaderente (in base allo stato della teglia imburrate un po’!) coprite
con la marmellata a vostro piacere, ricordandovi che se volete fare una
copertura con la cioccolata questa dovrà essere messa a fine cottura affinché
non secchi in forno! Ponete in forno statico a 180° per 20 min ( potrebbe
volerci un po’ di più se non disponeste di un forno ventilato..)
Io divido sempre il
composto, 2\3 per la base e il bordo laterale e 1\3 per le listarelle
decorative. Farle è semplice, basta stendere il composto su una superficie
piana servendosi si un mattarello e col coltello formare delle strisce di un centimetro circa. Parte
di queste strisce le adagio sulle pareti della teglia affinché fungano da
bordino, le restanti le utilizzo come copertura decorativa.
Uso sempre marmellata biologica fatta da me durante
l’estate che conferisce alla crostata un
colore e un gusto assolutamente diverso, inoltre sono solito coprire
ulteriormente la crostata con il torta gel (reperibile in qualsiasi
supermercato) che rende lucida la crostata e corteggiabile agli occhi!
Tofu artigianale - Mamma di Marlon -
Ingredienti:
500g di soia gialla
Nigari
5 litri di acqua
Preparazione:
Mettere a bagno per un’intera notte 500g di soia gialla;
frullarla poi fino ad ottenere una purea.
Mettere a bollire 5 litri di acqua e mettere la soia appena giungerà a
bollore, quindi mescolare per due minuti. Munirvi di una bacinella capiente che
coprirete con un panno aperto che vi servirà per filtrate il siero. Quando
tutto il liquido sarà stato filtrato strizzate il panno per prendere ulteriore
liquido (mettete pure da parte la sostanza biancastra che avrete filtrato col
panno, potrete riutilizzarla in altro modo). Rimettete il latticello della
bacinella a bollire per dieci minuti nel frattempo sciogliere in una tazza il
nigari (che troverete in qualunque negozio di macrobiotica) e versarlo
lentamente nel latticello. A questo punto spunteranno in pentola dei fiocchi
biancastri, separate questa cagliata dal siero, servendovi di un mestolo
forato, quindi mettetela in fascette di plastica (per intenderci quelle della
ricotta), darà la forma al vostro tofu che si consoliderà dopo circa 1 ora,
riponete poi in un recipiente e coprite con acqua (che dovrete cambiare ogni
giorno) , quindi conservate in frigorifero, potrete conservarlo per una
settimana circa.
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